Rifugio Capanno Tassoni (Fanano - MO)

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Rifugio Capanno Tassoni (Fanano - MO)

Messaggioda ross170 » venerdì 8 febbraio 2013, 19:19

Il nome di Capanna o Capanno Tassoni, proviene da una piccola costruzione preesistente al rifugio, probabilmente un ovile che apparteneva nel 1870 (un rogito ne parla) a un certo Giovanni Tassoni, che, a pochi metri di distanza aveva dato, secondo le usanze, il nome alla località. Nel 1930, quando venne costruito il rifugio, i terreni e i boschi, ora di proprietà della Regione Emilia Romagna, appartenevano alla famiglia modenese dei Conti Forni. La Forestale costruì il fabbricato e un vivaio (ben visibile guardando il rifugio sulla destra ed ora adibito a zona per il campeggio) mediante un contratto di diritto di uso trentennale della superficie interessata. Alla scadenza il proprietario sarebbe rientrato in possesso del terreno e del fabbricato che avrebbe costituito il “canone” corrisposto per l’utilizzo.
Ma quello che doveva essere un ameno luogo di lavoro si trasformò ben presto in un violento teatro di guerra. La vicinanza della linea Gotica, siamo nel 1944, che passava proprio sul crinale in prossimità della Croce Arcana e i tumultuosi movimenti della resistenza non risparmiarono neanche il Capanno Tassoni, che divenne il rifugio di un distaccamento di Partigiani. Tante sono le storie di violenza perpetrate dalle varie forze in campo che si narrano attorno al Capanno.., tante le vittime…
Nel 1960, quando ormai le acque si erano calmate, il Conte Giuseppe Forni si ritrovò proprietario di quello che ora è il rifugio. Le condizioni della struttura erano ovviamente precarie, visto tutto quello che lì era accaduto e, dopo 2 anni di lavori, grazie all’impegno del fidatissimo guardiaboschi Giuseppe Lolli, venne aperta come bar e ristorante. Prevalentemente si lavorava con i cacciatori. La caccia al passo in quell’epoca era molto diffusa nella zona. Nel 1973 il Conte Giuseppe fece domanda al Comune di Fanano per trasformarlo in rifugio alpino. E così fu.
Risale al 1979 l’acquisto da parte della Regione di tutta la proprietà, con l’intento di istituire il Parco. Anche il rifugio seguì quella sorte. Della sua gestione, valorizzandolo e dandogli la notorietà di cui ora gode se ne occupò la cooperativa La Lumaca. Nel settembre del 2009 un altro cambiamento. Il rifugio viene messo in vendita e la famiglia Forni, nella persona del conte Giulio, figlio di Giuseppe, che aprì il rifugio, lo riacquista e subentra alla gestione.

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